asia
27 Novembre 2008

Una vita a credito

Argomento: Economia, Società

Zygmunt Bauman fa un'analisi impietosa delle radici sociali dell'attuale crisi finanziaria in un bell'articolo tradotto per Repubblica da Emilia Benghi.
La sostanza dell'intervento è che l'antico equilibrio che sembrava anche molto naturale tra ciò che si guadagna e ciò che si spende è stato rotto molto tempo fa, dapprima negli Stati Uniti, poi in Gran Bretagna e via via negli altri paesi occidentali. Bauman racconta la storia economica degli ultimi 50 anni avendo visto nascere e diffondersi le prime carte di credito il cui motto era (ed è) "Perché aspettare per avere quello che vuoi?" o l'enorme crescita del meccanismo dei mutui "perenni", ossia quei prestiti che, una volta restituita una parte del capitale, venivano nuovamente diluiti per fornire altra liquidità.

Detto questo, il sociologo di origini polacche avverte che la cura che si sta adottando è forse più dannosa della malattia. Si sta cercando di rimettere in piedi un sistema che è fondato su un costante indebitamento di tutte le classi sociali, compresi gli studenti che, per frequentare le costosissime università americane, sono costretti ad accendere mutui anche di trent'anni. A tal proposito, qualche settimana fa su CNN si leggeva del sempre più serio problema dei ragazzi americani che abbandonano gli Stati Uniti (un vero e proprio esilio...) perché non sono più in grado di pagare le rate dei mutui contratti con le banche per poter studiare (Students Loan Default).

Ciò che Bauman critica è lo snaturamento delle basilari leggi del buon senso, che dicono che è possibile desiderare, ma che illudersi di poter avere tutto ciò che si desidera senza poterselo permettere quantomeno non dovrebbe essere istituzionalizzato. Il sistema economico e sociale va, invece, in tutt'altra direzione. Chi non ha letto o sentito pubblicità che promettono la prima rata del rimborso solo dopo un anno dalla consegna del bene? Questo è una specie di gioco d'azzardo collettivo, che va diffondendosi anche in Italia - forse rallentato dai problemi finanziari che in questi mesi si sono fatti più gravi, ma inesorabile.
Una voce, quella di Sygmunt Bauman, che aggiunge l'ingrediente dell'illusione all'analisi della crisi odierna, spiazzando gli economisti puri, per i quali i problemi economici fanno parte della scienza economica e in tale ambito vanno risolti:
«Oggi ci viene proposta una via d'uscita apparentemente semplice dallo shock che affligge sia i tossicodipendenti che gli spacciatori: riprendere (con auspicabile regolarità) la fornitura di droga. Andare alle radici del problema non significa risolverlo all'istante. È però l'unica soluzione che possa rivelarsi adeguata all'enormità del problema e a sopravvivere alle intense, seppur relativamente brevi, sofferenze delle crisi di astinenza.»

Paolo Ferrante
Redazione Asia.it

Segnali:
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-9/bauman/bauman.html
http://money.cnn.com/2008/10/23/pf/college/student_loan_fugitives/ (Lingua inglese)
http://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman
Zygmunt Bauman sta partecipando alla terza edizione de "Il Borgo dei Filosofi" dal 17 novembre al 1° dicembre 2008, che si tiene in Irpinia:
http://www.colterminiocervialto.it/news/borgo-dei-filosofi.htm

 


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