asia
31 Ottobre 2008

Quasi tutto in una teoria

verso i limiti del pensiero scientifico?

Sul numero di Nature del 16 ottobre si riporta la notizia di un interessante studio dell'informatico David Wolpert sulla cosiddetta teoria del tutto. Wolpert nel suo studio si chiede: raccogliendo dati sufficienti, è sempre possibile arrivare ad una teoria?
La sua risposta è un secco no, comprovato da un esperimento tutto mentale in cui si ipotizza una macchina, descritta in termini matematici, capace di fare osservazioni e previsioni, quindi creare teorie sui dati raccolti. Sulla base di un procedimento logico matematico -un po' come nel famoso teorema di Goedel- si dimostra come per la prima macchina (C1) ci sarà sempre un'altra macchina (C2) capace di produrre teorie -quindi un'altra porzione di universo-su cui non potrà fare previsioni e quindi teorie efficaci.
Nel dare risposta a questo interrogativo, Wolpert contribuisce a determinare quel limite al metodo scientifico che già diversi grandi della fisica e della logica avevano sino ad oggi scandagliato con le loro rivoluzionarie scoperte. In questo caso si tratta infatti di una riprova dell'impossibilità di ridurre la totalità degli enti ad una definizione e ad un calcolo logico che ne sappia prevedere e dirigere le azioni e le trasformazioni. Mentre, in passato, l'indeterminazione di Heisenberg aveva posto un limite alle misurazioni in ambito fisico, la relatività di Einstein aveva escluso la possibilità di misurare alcune regioni dello spazio-tempo, e Goedel con il suo teorema di incompletezza aveva mostrato come ogni sistema matematico contiene un'affermazione vera ma non dimostrabile.
Le ricadute scientifiche di quest'ultima scoperta sono ancora tutte da esplorare e rappresentano comunque un orizzonte interessante, come sottolineato dalla nota rivista scientifica.
Altrettanto interessanti interessanti sarebbero le ricadute sociali e culturali derivanti da un mutato atteggiamento della scienza e degli scienziati nei confronti delle diverse pratiche del sapere, in alcuni casi più originarie e antiche della scienza stessa, quali la nostra filosofia o la tradizione di pensiero orientale. Rispetto a queste vie di indagine della realtà, sarebbe auspicabile una maggiore apertura e capacità di dialogo da parte dei mezzi di informazione e delle istituzioni politiche e culturali, capacità di confronto che potrebbe nascere da un'accresciuta consapevolezza dei limiti intrinseci del metodo scientifico, oltre che da una riscoperta dell'originaria dimensione del domandare che lega tutte le pratiche di conoscenza.

di Paolo Ferrante
Redazione Asia.it

Segnali:
Notizia (in inglese) su Nature:
http://www.nature.com/nature/journal/v455/n7215/full/455884a.html
Teorema di Goedel su Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_dell%27incompletezza_di_Godel
Principio di indeterminazione su Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_indeterminazione_di_Heisenberg


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