asia
16 Giugno 2008

Il caso: Mordechai Vanunu

Argomento: Attualità

Mordechai Vanunu, un ex tecnico nell'impianto nucleare di Dimona, in Israele, rivelò al Sunday Times i progetti di sviluppo della tecnologia atomica. Dopo 18 anni di carcere, venne rilasciato, ma avrebbe dovuto sottostare a severissime condizioni.
Lo scorso 4 giugno Vanunu ha inviato una lettera a Thepeoplesvoice.org e ad altre testate giornalistiche. Riportiamo il suo appello per intero:

Lettera inviata a The People’s Voice e ad altri siti il 4 Giugno 2008. N.d.r.

Cara redazione,

sono Mordechai Vanunu, colui che ha detto la verità sul programma israeliano per le armi nucleari nel 1986, e ho pagato con 18 anni della mia vita in una prigione israeliana. Sono stato rilasciato nell’aprile 2004, ma Israele mi ha negato i miei diritti umani di libertà di parola e di libertà di movimento non permettendomi dal 1986 sino ad oggi nel 2008 di lasciare il paese.

L'8 luglio 2008 ritornerò in un tribunale per appellarmi contro una nuova sentenza a sei mesi di prigione per aver parlato a dei media stranieri dopo il mio rilascio nel 2004. Chiedo che i media riportino il mio caso e gli sforzi degli avvocati e dei cittadini norvegesi per garantirmi asilo politico.

Israele afferma che detengo ancora un segreto sul loro impianto nucleare sotterraneo-- un posto in cui non sono stato in 23 anni e in cui non sono nemmeno mai stati gli ispettori internazionali per l'energia atomica.

Ho detto tutto ciò che sapevo sul programma israeliano per le armi nucleari nel 1986 perché ascoltai la voce della mia coscienza e volevo evitare guerre nucleari. Dal 2004 ho parlato con migliaia di turisti e pellegrini a Gerusalemme est e registrato ore di video disponibili sul Web.

Israele è stato fondato a condizione del sostegno alla Dichiarazione Universale dell'Onu sui Diritti Umani. Io chiedo al mondo che richieda ad Israele di onorarla e non solo in questo caso.

Ognuno ha il diritto di lasciare qualunque paese, incluso il proprio, e di ritornare al proprio paese--articolo 13-2.

Ognuno ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione; questo diritto include la libertà di mantenere opinioni senza alcuna interferenza e di ricercare, ricevere e comunicare informazioni ed idee attraverso qualunque media indipendentemente dalle frontiere--articolo 19.

VANUNU MORDECHAI J C.

RAPITO A ROMA GIOVEDI’ 30 SETTEMBRE 1986.

DOPO 18 ANNI IN UNA PRIGIONE ISRAELIANA

VMJC

I fatti
Mordechai Vanunu è stato arrestato nel 1986 dai servizi segreti e condannato in un processo a porte chiuse. Diciotto anni di carcere, di cui undici o più in completo isolamento, tre anni con la luce elettrica accesa e le percosse per impedirgli di dormire. Non stiamo parlando di un monaco tibetano, di un cittadino del Myanmar o della Corea del Nord, ma di un cittadino israeliano, Mordechai Vanunu, colpevole di aver svelato segreti militari del suo paese.
Egli ha infatti svelato l'esistenza di una enorme fabbrica di armi atomiche sotterranea che Israele stava tenendo segreta a tutto il mondo e in cui, secondo Vanunu che ci lavorava come tecnico, si trovavano già allora numerose testate nucleari. Ricordiamo che fino a poco tempo fa Israele ha sempre negato pubblicamente di possedere armi atomiche o anche solo di aspirare a diventare una potenza nucleare (ma non ha mai voluto firmare il Trattato di non proliferazione nucleare).
Nascosta sotto il deserto del Negev, la fabbrica di morte ha continuato a produrre, negli ultimi 22 anni, bombe atomiche e, molto probabilmente, ha già raggiunto la capacità di sviluppare armi termonucleari (per saperne di più leggi l'articolo in inglese del Sunday Times on line).
L'allora 31-enne Mordechaï Vanunu, anche conosciuto con il suo nome di battesimo di John Crossman, non se la sentì di tenere nascosta questa così pesante verità al mondo e ha pagato caro questo affronto alla segretezza dell'operazione.
Dopo la scarcerazione, avvenuta nel 2004, i giudici hanno deciso che non può avere contatti con cittadini di altri paesi che non siano Israele, non può avvicinarsi ad ambasciate e consolati, non può possedere un telefono cellulare, non può accedere ad Internet e non può lasciare lo stato di Israele. Vanunu non è riuscito a sottostare a questa censura, indegna per un paese civile, e questo gli costerà ancora il carcere, contro cui si appellerà il prossimo 8 luglio sulla base della Dichiarazione Universale dell'Onu sui Diritti Umani.

Riportiamo lo stralcio di un'intervista (l'intervista completa la puoi leggere qui)
Silvia Cattori: Che ne pensa del Trattato di non proliferazione nucleare quando, nel caso di Israele, si tollera "l'ambiguità nucleare", mentre si mette costantemente sotto pressione l'Iran - un paese che, tra l'altro, si sottomette alle ispezioni?
Mordechaï Vanunu: Tutti i paesi dovrebbero consentire le ispezioni internazionali e dire la verità su ciò stanno facendo, segretamente, in tutti gli impianti nucleari di cui dispongono. Israele non ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare. Centottanta paesi l'hanno firmato, tra cui tutti i paesi arabi. L'Egitto, la Siria, il Libano, l'Iraq, la Giordania. Tutti i paesi vicini a Israele hanno aperto le loro frontiere alle ispezioni dell'AIEA (Agenzia internazionale per l'energia atomica, n.d.t.). Israele è il peggiore esempio. E' l'unico paese che ha rifiutato di firmare il Trattato di non proliferazione nucleare. Gli Stati Uniti e l'Europa dovrebbero cominciare a risolvere il caso di Israele; Israele deve essere considerato come qualsiasi altro paese. Dobbiamo finirla con l'ipocrisia e obbligare Israele a firmare il Trattato di non proliferazione nucleare. Bisogna imporre a Israele il libero accesso degli ispettori dell'AIEA al centro di Dimona.


Segnali:
Lettera di Vanunu a Thepeoplevoice.org:
http://www.thepeoplesvoice.org/cgi-bin/blogs/voices.php/2008/06/04/p25923

Articolo del Sunday Times del 2005:
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/article830147.ece

Intervista a Vanunu nel 2005:
http://www.peacelink.it/pace/a/13728.html

Mordechaï Vanunu su Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Mordechai_Vanunu


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