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Commento


Titolo: confronto e compassione. Sono due cose che mi fanno amare l'esistenza

Commento all'articolo: "Franco Bertossa: il limite del significato del "

Lasciato da Cristina David il giorno 11 Aprile 2019 alle 17:56

Compassione (nel senso etimologica di soffrire insieme) e commozione ogni volta che sento Kant, o Heidegger, o Buddha, o chiunque altro si accorge (di ......) . "Infondata e proprio perciò divina. Ma di una divinità senza dèi." anche un bambino che se ne accorge mi commuove. sono i primo pianti "immotivati" di chi comincia a pensare. Confronto, ma anche invidia e diffidenza, mi generano le parole: "Sta di fatto che il mero ritrovarsi ad esserci non è cieco e ottuso, ma, tanto per iniziare, vuole la verità su se stesso – come fa ora. E il volere la verità rappresenta il suo bene – dunque è etico.". E' il Volere che non capisco , che spesso critichiamo come libero arbitrio che non esiste, che è spesso usato come una copertura all'angoscia derivante dal riconoscere di essere gettati nel mondo. Anche sulla Verità, che sia conoscibile da noi, sono perplessa. Ho sentito un detto attribuito al Buddha: se un uomo è stato colpito da una freccia, non gli importa della verità sull'arciere, l'arco, la fisica o la medicina: lui sta male e sta morendo, puoi solo stargli vicino e tenergli la mano.
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