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15 Gennaio 2018

Alfieri: Heidegger e il “sistema” universitario

Argomento: Attualità, Filosofia


Il declino della filosofia nel “sistema” universitario

Un radicale ritorno all’«autoaffermazione dell’università»

Relatore: Prof. Francesco Alfieri – Pontificia Universitas Lateranensis

Università degli Studi “Gabriel D’Annunzio” – Chieti

Seminario organizzato dal Prof. Virgilio Cesarone e promosso e dal «Dipartimento di Scienze Filosofiche, Pedagogiche ed Economico-Quantitative» dell’Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio”; presso l’«Aula Multimediale del Rettorato».

In occasione del Seminario di studio il Prof. Francesco Alfieri ha rilasciato una intervista sul volume “Martin Heidegger. La verità sui Quaderni neri” edito da Morcelliana nel 2016 ed edito in lingua tedesca per i dipi Duncker & Humblot nel 2017. Il 15 marzo 2018 sarà edito in lingua francese per i tipi Gallimard: presso la casa editrice Gallimard per volere dello stesso Heidegger è in corso di pubblicazione l’edizione francese delle sue opere. Antoine Gallimard e il filosofo Philippe Sollers nel giugno del 2016 hanno voluto accogliere nel loro catalogo il libro in questione.

Dalla conferenza del prof. Alfieri si evince la feroce attualità del pensiero heideggeriano in riferimento al “sistema universitario”. Riproponiamo qui di seguito un passaggio della conferenza del prof. Alfieri tenuta presso l’Università di Chieti:

«Lo sradicamento del pensiero è un processo inarrestabile nel sistema universitario: basterebbe leggere i taccuni, isolando questa unità tematica, per accorgersi come Heidegger affronti sistematicamente le visibili difficoltà in cui versavano le università ormai trasformatesi in “puri istituti aziendali nei quali nulla si decide” dove ogni possibile decisione essendo catturata dall’esasperazione di quel presente-stabile in cui la contingenza diviene l’unico appiglio dal quale attecchiscono le logiche volte ad una sopravvivenza di contenimento, essa viene così soggiocata al controllo e al dominio dei burocrati di turno. Il suo progetto di rifondare l’Università a partire dalle fondamenta di un sapere essenziale viene soppiantato di colpo dalle innumerevoli ingerenze delle logiche di partito volte a destrutturare il sapere in quel “sapere scientifico” che trova nella sua funzionale applicabilità al dominio della tecnica la sua “affermazione”. In questo “nuovo” contenuto fa il suo ingresso il funzionario dei saperi, il quale si perde nel mero mantenimento della realtà smarrendo, così, il luogo in cui esperire la necessità del sapere in modo originario. La figura del funzionario assume nel corso delle riflessioni heideggeriane sempre nuove trasformazioni, divenendo un “arrampicatore di facciata” (Fassadenkletterer) quando nel processo di denazificazione ricorre a sempre nuove diffamazioni per coprire la realtà delle cose finendo per inscenare una grande distorsione/falsificazione della storia (Anmerkungen II [25]). Sarebbe utile isolare le insinuazioni che sono mosse ad Heidegger – non a caso la forma verbale qui vuole indicare un nesso di continuità dove queste insinuazioni sono consegnate in un continuo flusso temporale – per non rischiare di far passare sotto silenzio la radicale riflessione, sempre attuale, su cosa si debba intendere oggi per filosofia e quali siano le condizioni necessarie per ri-fondare l’Università, ma soltanto dopo aver individuato le cause responsabili del suo declino (Verendung)».


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