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03 Agosto 2017

Il fascino del tedio: “Asteroidi” nelle sale italiane

Una stazione radioastronomica persa nel nulla della provincia, la noia appiccicosa di un paesaggio fatto di capannoni e campi assolati, il pericoloso oscillare dell’adolescenza fra ciò che sembra giusto, ma forse non lo è, e ciò che sembra sbagliato, ma anche necessario. A dominare su tutto questo, il senso dell’ineluttabile, della finitudine. Questi gli ingredienti principali di Asteroidi, primo lungometraggio del regista, autore e attore Germano Maccioni.

Guarda il trailer del film

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Il film uscirà nelle sale dell'Emilia Romagna il 26 ottobre, mentre sarà possibile vederlo nel resto di'Italia a partire dal 1° novembre.

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Praticante di yoga e meditazione nella nostra Associazione, ASIA Bologna, Maccioni non è nuovo alla trattazione di temi complessi, talvolta coraggiosi; Asteroidi arriva infatti dopo una serie di opere nelle quali testimonianza, rievocazione e narrazione (storica, sociale, ma anche profondamente umana e filosofica) si rincorrono e si compenetrano. In particolare, il regista sa raccontare alcuni tra i fatti e i sentimenti che più ci inquietano, come quelli rievocati dal documentario Lo stato di eccezione, a proposito del processo per la strage di Monte Sole. Nel suo primo cortometraggio – Cose Naturali, con Roberto Herlitzka e Angela Baraldi –, Maccioni non teme di affrontare il tema della morte, lasciandosi ispirare dal poeta latino Lucrezio; del 2012 è invece I giorni scontati, documentario interamente girato in un carcere italiano. Nel 2013 fa molto discutere Fedele alla Linea, ritratto cinematografico di uno dei personaggi più controversi della musica italiana contemporanea: Giovanni Lindo Ferretti. 

«Ho da sempre pensato ad Asteroidi come a una piccola “fabula” di formazione, ambientata in provincia, nell’orizzonte piatto della pianura, fertile di campi lunghissimi, facce e storie pazze, balere e apparenti brutture architettoniche che a volte però sorprendono lo sguardo e ci fanno intravedere una grazia inaspettata», ha affermato Germano Maccioni in una recente intervista. «In questo paesaggio tanto emiliano quanto metafisico, ho cercato anche una rappresentazione di una condizione umana».

Buona visione!


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