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09 Febbraio 2013

Incontrarsi nell’arte: alla scoperta di noi stessi

Argomento: Arte, Attualità

Ricordandovi che il prossimo incontro è fissato per il 9 febbraio 2013, qui di seguito riportiamo il contributo di una partecipante all'appuntamento di Incontrarsi nell'Arte dedicato all'opera di Maurizio Bottarelli: come leggerete, la partecipante è rimasta particolarmente colpita, oltre che dal dipinto in sé, dal metodo di lettura proposto.

Dopo alcune indicazioni forniteci dalla conduttrice Maria Rapagnetta, mantenendo il silenzio e la concentrazione si entra nella sala che ospita Paesaggio norvegese, opera di Maurizio Bottarelli, esposta presso la Fondazione del Monte di Bologna. All’interno della sala espositiva prendiamo posto a sedere, in modo da poter restare a lungo in osservazione dell’opera senza tensioni e poter seguire tutte le fasi del metodo Incontrarsi nell’Arte senza distrazioni. Maria guida un breve rilassamento, consentendo ad ognuno di noi di ritrovare la calma e la tranquillità adeguata per entrare in relazione con noi stessi, ascoltando il proprio sentire.

Agevolate le giuste condizioni per un ascolto attento, siamo pronti ad aprirci all’opera d’arte.

Iniziamo l’osservazione del quadro. Nella prima fase lo sguardo si muove libero sulla sua superficie, come a voler investigare ogni particolare soffermandosi sui punti che più attirano l’attenzione. Quello che colpisce immediatamente è l’andamento orizzontale su cui si costruisce l’opera, che consente di percepire quattro diversi campi di colore. Alterniamo un’osservazione libera ad un’osservazione selettiva, in modo da intensificare il confronto e la selezione dei colori, della luce, delle forme che trapelano attraverso il colore. L’artista, infatti, pur non utilizzando un linguaggio figurativo, riesce con la sua suggestiva disposizione del colore a restituirci l’atmosfera dell’ambiente ritratto. 

Entriamo sempre più nel vivo dell’incontro, il cui intento è quello di scoprire noi stessi attraverso l’arte. Dopo aver attivamente osservato il quadro, i sentimenti e le emozioni che esso ci suscita, sono diventati più chiari e ognuno di noi condivide con il gruppo il proprio sentire, cercando di individuare cosa sta sentendo, dove e perché. Emergono così sentimenti d’infinito, spaesamento, inquietudine, solitudine, ma anche solidità e compattezza. La conduttrice accoglie tutti i sentimenti e le emozioni messe in campo. Poiché tutti sono emersi in relazione all’ascolto dell’opera, di solito coincidono con quello che l’artista voleva a sua volta comunicare.

Ci inoltriamo così alla lettura del significato che l’opera esprime, e che Maria ci riporta con queste parole: Questo paesaggio così essenziale e diretto, a mio avviso racchiude un unico significato, l’incanto della solitudine… L’artista ci conduce all’interno di un contesto naturale in cui l’evocazione della solitudine diventa motivo di stupore, meditazione con il proprio sé. Lo spazio immenso, esteso, che vediamo fuori allo stesso tempo lo percepiamo dentro di noi, e tutto questo diventa incanto.

Concludiamo l’incontro, osservando e confrontando le altre opere esposte, la mostra “Il disagio della civiltà” contiene infatti due tipi di soggetti: le Teste e i Paesaggi, due temi che Maurizio Bottarelli continua ad indagare. Le Teste danno vita ad una galleria di ritratti tesi e scomposti nella mimica del volto, da cui emerge chiaramente il disagio che l’uomo prova in reazione a se stesso e agli altri, in una società tesa sempre più all’estraniamento da sé. I Paesaggi, attraverso la scoperta e la frequentazione di luoghi non mediati dalla società, esprimono invece la ricerca di un autentico contatto con la natura, nel suo significato più essenziale.

Entusiasti di questo piccolo viaggio intrapreso, torniamo a casa arricchiti e più sorridenti di prima. Dispiaciuti che l’incontro sia terminato, attendiamo con curiosità il prossimo, che si terrà sabato 1 dicembre 2012 dalle ore 15:30 alle ore 17:00, presso Palazzo Fava, in via Manzoni 2, a Bologna. Il nome dell’autore e dell’opera, come sempre, non vengono svelati in anticipo per non rovinare la sorpresa a tutti coloro che vorranno partecipare vivendo in prima persona questo laboratorio di ascolto. 


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