asia
07 Agosto 2010

Impediamo l'esecuzione di Sakineh in Iran

Argomento: Attualità

Sakineh Ashtiani potrebbe essere giustiziata in Iran per adulterio proprio in questi giorni, ma ci sono due uomini che possono ancora salvarla: i leader di Brasile e Turchia.

L'indignazione mondiale è già riuscita a salvare Sakineh dalla morte per lapidazione in Iran, ma potrebbe essere impiccata in questi giorni. L'ultima speranza per Sakineh è che i leader di Brasile e Turchia facciano pressione sull'Iran, loro alleato.
Il Presidente Lula e il Primo ministro Erdogan sono importanti alleati dell'Iran, paese in cui godono di un grande rispetto, e ambedue hanno stigmatizzato il caso. Dobbiamo fare in modo che usino tutti i loro mezzi diplomatici per convincere l'Iran a liberare Sakineh e a fermare le lapidazioni per sempre.

Avaaz sta lanciando una campagna sui principali giornali turchi e brasiliani per chiedere ai due paesi di fare pressione sull'Iran affinché prevalgano l'umanità e la giustizia. Le inserzioni sui giornali pubblicizzeranno il mezzo milione di firme che sono state già raccolte, saranno lette dagli addetti ai lavori e si rivolgeranno direttamente alla leadership e all'autorità morale esercitate da Lula e Erdogan. Se anche solo 5000 di noi doneranno una piccola somma nelle prossime 72 ore, riusciremo a farci sentire prima che sia troppo tardi. Questa potrebbe essere l'ultima speranza per Sakineh.

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Quella di Sakineh è stata una sentenza farsa. E' stata condannata a morte per lapidazione per presunte relazioni extraconiugali, nonostante suo marito sia morto anni fa, la lapidazione sia illegale e nonostante lei non fosse in grado di parlare la lingua del processo. I suoi due figli hanno lanciato una campagna per salvarle la vita che ha generato un'indignazione mondiale, compresi i 554.000 membri di Avaaz.
Con questa pressione addosso, il governo iraniano ha revocato la lapidazione, ma la condanna a morte ancora persiste.

Tutta questa attenzione, inoltre, ha innervosito il regime iraniano, che ha minacciato di arrestare i suoi figli, mentre l'avvocato di Sakineh si è dovuto nascondere ed è stato successivamente catturato in Turchia e sua moglie è tenuta ostaggio in Iran senza nessun capo d'imputazione.

Ma Lula e Erdogan godono di un grande rispetto in Iran e possono influenzare il regime. Lula aveva inizialmente detto che non si sarebbe interessato del caso. Ma dopo che un suo assistente lo ha informato dell'enorme campagna on-line in corso, ha cambiato idea: dapprima ha offerto asilo politico a Sakineh, poi ha suggerito alle autorità iraniane di annunciare che il caso si sarebbe risolto velocemente. Sappiamo inoltre che Lula presta molta attenzione alle campagne di Avaaz: nonostante una forte opposizione nel paese, quest'anno i membri in Brasile sono riusciti a convincerlo a firmare due leggi, una che protegge l'Amazzonia e un'altra contro la corruzione.

Nelle ultime due settimane oltre 554.000 persone hanno firmato la petizione per salvare Sakineh e per fermare le lapidazioni in Iran. Ci sono rimasti pochissimi giorni per convincere Lula e Erdogan a prendere in mano la situazione: potrebbe essere l'ultima nostra speranza per salvare Sakineh.

Il caso di Sakineh ha indignato il mondo intero per la sua incredibile brutalità e ingiustizia e nel difendere un singolo essere umano difendiamo il diritto di tutti ad essere sottoposti a una giustizia equa.

I figli di Sakineh hanno lanciato un ultimo appello: "Non permettete che il nostro incubo diventi realtà. Proprio oggi, quando ogni speranza sembra perduta, ci rivolgiamo a voi. Aiutate nostra madre a ritornare a casa!". 



Per ulteriori informazioni:

 

 


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