asia
22 Aprile 2010

Mattia e il nonno

Letture consigliate

Mattia e il nonno
di Roberto Piumini
13€
Einaudi Ragazzi, 1999


In occasione del triplo anniversario di Gianni Rodari (la nascita nel 1920, la morte nel 1980 e l'assegnazione del prestigioso Premio Andersen nel 1970), vogliamo a nostro modo rendere omaggio alla sua figura e al suo straordinario impegno nell'ambito dell'educazione e della letteratura d'infanzia; nelle prossime settimane vi segnaleremo alcuni libri per ragazzi di autori diversi, che con coraggio e delicatezza raccontano il tema forse più difficile da trattare per genitori, insegnanti, educatori: la morte.

"C'era un nonno sdraiato sul letto: era molto pallido e magro e leggero. Intorno a lui c'erano una mamma, un papà, due zii, sei nipoti e qualche amico di famiglia. Tutti piangevano, o stavano per piangere, o avevano appena pianto, tranne il nipote più piccolo, che aveva sette anni e si chiamava Mattia.". Questo l'incipit del primo testo della nostra rassegna: Mattia e il nonno comincia in medias res, proprio mentre la vita fugge via sotto lo sguardo sgomento di chi resta. Mattia sa che il nonno sta morendo perché gliel'hanno detto i suoi familiari: resta quindi molto sorpreso quando, dal letto, il nonno lo chiama e lo invita a fare una passeggiata. Senza che apparentemente gli astanti se ne accorgano, i due varcano la porta della stanza, dietro la quale non trovano il resto della casa, ma vasti prati, un fiume, un cavallo, addirittura i pirati... Comincia così un viaggio "un po' strano: però non impossibile, dato che stava accadendo", durante il quale Mattia incontra gli archetipi delle grandi questioni che dovrà affrontare crescendo, e il nonno subisce una graduale, bizzarra trasformazione...

Sul cammino di Mattia e del nonno, ricco di eventi simbolici e giochi che hanno la semplicità e il sapore dell'antico, le situazioni non trovano mai una soluzione facile o insipida: tutto è insieme semplice e straordinariamente ricco (proprio come lo è per il piccolo protagonista), ma al contempo ogni cosa racchiude un prezioso insegnamento. La morte è presupposto e, presumibilmente, fine del viaggio: resta quindi presente – anche se in modo molto discreto, come una consapevolezza in attesa – lungo tutta la narrazione; eppure il suo manto, di solito nero di lutto, sembra qui essere di un azzurro sereno, di un giallo sorpreso: essa è il motore della curiosità che anima il lettore (adulto o bambino che sia), il quale, per quanto sappia che prima o poi il percorso dei due dovrà giungere al termine, non può dare per scontato il viaggio stesso ed il suo curioso svolgersi.

Gli incontri che il bambino e il nonno fanno lungo il loro cammino riescono a stregare, per finezza d'inventiva e profondità di significato, anche il lettore adulto: Brigante, il cavallo che si rivela bianco solo per metà (l'altra metà del corpo è nera, e l'animale sembra essere di uno o dell'altro colore a seconda del punto di osservazione di Mattia); il ponte che il bambino desidera fortemente attraversare, e che quanto più ardentemente è desiderato tanto più si allontana e si nega; i pesci del fiume, che non si lasciano catturare ma entrano spontaneamente nelle tasche dei due viaggiatori, aperte ad accoglierli. E ancora: le monete che dovrebbero aiutare a prendere una decisione, ma di cui prima ancora è comunque necessario decidere il significato (a quale scelta corrisponde ogni faccia?), il fiume che risponde alle domande di Mattia semplicemente col suo tranquillo scorrere, l'esuvia che Mattia trova e decide di conservare... Ogni piccolo evento fa parte di una lezione interiore più grande, difficile (ma non impossibile) da imparare, a cui la conclusione del racconto restituirà tutto il senso. Senso che, in questo come in altri libri di Piumini, è sempre di grande spessore, ma anche sorprendentemente leggero.

L'incontro con la morte è l'occasione per apprendere e insieme affidarsi ai "non" che la vita stessa insegna: l'impossibilità di possedere pienamente qualcosa o qualcuno, di sapere sempre e senza incertezze cosa sia giusto e cosa sbagliato, di ottenere senza fallo ciò che si desidera. E però, in questa selva di negazioni, brilla per Mattia la consapevolezza di una guida sapiente, che sa lasciar affiorare domande e risposte talvolta dagli eventi, talaltra dal silenzio. Quando il nonno e Mattia torneranno a casa, il bambino sarà pronto a vivere il lutto, e a ricevere le parole che i genitori useranno per raccontargli il trapasso appena avvenuto.

La preziosità di Mattia e il nonno non sta solo nella delicata poesia di cui è intessuto, nella narrazione che si sviluppa con garbo e nella finezza degli insegnamenti che vi trovano spazio: come spesso accade negli scritti di questo autore, il telaio su cui si snoda la matassa della storia è il dialogo fra il bambino e l'adulto, da cui scaturisce un ritmo lento, ricco di soste significative. Il mondo di Mattia e del suo anziano compagno di viaggio è quieto e attento: il secondo guida il primo nelle sue scoperte in modo tanto discreto quanto efficace, rispettandone i tempi, le incertezze, perfino i piccoli inganni, permettendogli di sbagliare nonostante gli avvertimenti, e parlandogli sempre con la serena pacatezza di chi sa, per averlo imparato dallo scorrere degli anni, che nulla di male può davvero accadere – nemmeno la morte.


Leggi le altre recensioni della stessa serie:


Commenti:


Non ci sono commenti


Lascia un commento:


Se desideri lasciare il tuo commento devi essere registrato ed effettuare il login inserendo Utente e Password negli appositi campi in alto nella pagina.
Se non sei ancora registrato clicca qui per registrarti.
Facebook Twitter Youtube
Newsletter

Acconsento al trattamento dei miei dati personeli

Videocorsi scaricabili
Dona ora
Iscriviti ad Asia
Articoli
Eventi