asia
12 Marzo 2010

Dialogando XLII - Cos'è la verità per Platone?

Argomento: dia-logando


Quarantaduesima puntata - Significato di verità per Platone

Iniziamo un nuovo ciclo su Platone e Aristotele con il professor Enrico Berti,  docente di Storia della Filosofia persso l'Università di Padova e grande esperto di Aristotele e grecista di prim'ordine nel panorama filosofico internazionale.

Ringraziamo, anche a nome dei numerosi visitatori del sito Asia.it, il professor Walter Cavini, che ci ha accompagnato sino alla quarantesima puntata con enorme disponibilità e grande competenza.

Buona visione


Commenti:


 L'"Idea di Bene"  Utente
nellosan
13 Marzo 2010 - 02:04
Anche qui non si finirebbe più di argomentare... Una Idea di Bene che eleva l'essere (inteso antropocentricamente, perchè così lo intendono i greci), sarebbe, è, una modalità che ha come riferimento centrale l'antropos, l'essere stesso e non esce da lì. Mentre l'essere va posto esattamente sullo stesso piano di tutte le altre forme di esistenza. Come? Zazen docet. Senza questo tipo di educazione al mondo, completamente deantropocentrica e transantropocentrica, proveniente dal mondo buddhista, si va verso la morte. La elevazione-esaltazione dell'essere-eros induce irreversibilmente verso tanatos. La catalizzazione della volontà di potenza che ne deriva è esiziale.

 La "verit¨¤" non ¨¨ statica  Utente
nellosan
13 Marzo 2010 - 01:31
Questo modo di intendere "come stanno realmente le cose", stabilisce un certo tipo di mondo, di concezione del medesimo la cui incontrovertibilit¨¤ ¨¨ tutta da dimostrare. Per esempio, si dice "verit¨¤" uguale essere, ¨¦ l'identit¨¤ di questo essere che va precisata in modo pi¨´ ampio e che non ristagni entro i canoni obsoleti dell'antropocentrismo (Masao Abe docet). L'essere ¨¨ Coproduzione Condizionata, ovvero Impermanenza (muj¨­), quindi, poggiando su questi postulati l'unica identit¨¤ che gli si possa ascrivere ¨¨ quella dell'"identit¨¤ completamente contradditoria" (mujunteki jikodoitsu, Nishida), quindi quando provi a definirlo ¨¨ gi¨¤ altro eternamente. Ragion per cui, il "discorso vero" ¨¨ quello che NON definisce aprioristicamente ma rende l'impermanenza a se stessa. Mond¨­ Zen docet.


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